Speciale Fire Emblem - Seconda Puntata

Si chiude il nostro excursus su Fire EmblemScritto da Giovanni "Guitar Hero" Ormesiil 20 aprile 2013
Speciale Fire Emblem - Seconda Puntata Speciale

Nelle nostre originali intenzioni, questa seconda puntata avrebbe dovuto essere pubblicata poco prima dell'uscita europea di Awakening, in modo che la nostra “celebrazione” di Fire Emblem terminasse con la recensione di quest'ultimo, per l'appunto. In realtà le cose sono andate diversamente, siccome siamo riusciti a testare con grande anticipo il tredicesimo episodio; cionondimeno, concludiamo ora il nostro Speciale, con alcune informazioni e curiosità che potrebbero essere di gradimento a chi si stia appassionando proprio in questi giorni all'opera di Intelligent Systems.

Chi fosse interessato alla prima puntata, la può trovare a questo link.


Una serie, tante saghe

Quando una serie prosegue per oltre vent'anni, articolandosi in ben tredici capitoli, è rara la scelta di mantenere un'unicatimeline, assicurando la continuity e la coerenza fra tutti gli episodi usciti: oltre alla complessità dell'operazione in sé, c'è anche il rischio di allontanare sempre più i neofiti. Per questi motivi, probabilmente, Intelligent Systems ha dato vita a diverse saghe, che indichiamo convenzionalmente con il nome del continente in cui si ambientano; ciò, in linea teorica, non esclude che il mondo sia lo stesso, ma non esiste alcun tipo di raccordo esplicito ad oggi, al di là di alcuni dettagli ricorrenti (anche se non in tutti i giochi). Qui di seguito indichiamo brevemente le varie saghe e i titoli che le compongono, in modo da fugare i tipici dubbi del neofita che si approccia per la prima volta ad una serie.

Saga di Akaneia

  • Fire Emblem: Ankoku Ryū to Hikari no Tsurugi (NES, 1990 JAP)
  • Fire Emblem Gaiden (NES, 1992 JAP)
  • Fire Emblem: Monshō no Nazo (SNES, 1994 JAP)
  • BS Fire Emblem: Akaneia Senki (SNES, 1997 JAP)
  • Fire Emblem: Shadow Dragon (NDS, 2008 PAL)
  • Fire Emblem: Shin Monshō no Nazo: Hikari to Kage no Eiyū (NDS, 2010 JAP)

Quella di Akaneia (e del suo eroe, Marth) è la prima saga di Fire Emblem, una delle più famose e pure la più ricca, per il numero di uscite; tuttavia non spaventatevi, perché per averne una conoscenza quasi totale – resta fuori solo Gaiden, una side story che si ambienta addirittura su un altro continente – è sufficiente giocare i due episodi per DS, che sono i remake rispettivamente del Book 1 (a sua volta remake del capostipite) e del Book 2 di Monshō no Nazo. Questi rifacimenti non costituiscono di certo il punto più alto per la serie, anche perché soffrono la vetustà del materiale originale, pur rimaneggiato. L'unico problemino consiste nel fatto che il secondo remake (che include anche le mappe di Akaneia Senki) non è mai stato localizzato; tuttavia è da poco disponibile una fantranslation. Awakening si ambienta nello stesso mondo, ma in un'epoca di gran lunga successiva, tanto che i continenti hanno pure cambiato nome; sicuramente una conoscenza delle imprese di Marth rende più godibile l'intreccio, ma il titolo è perfettamente stand alone ad oggi.

Saga di Jugdral

  • Fire Emblem: Seisen no Keifu (SNES, 1996 JAP)
  • Fire Emblem: Thracia 776 (SNES, 1999 JAP)

Questa è l'unica saga completamente inedita in Occidente, ma fortunatamente esistono le fantranslation di entrambi i capitoli, riproposti qualche anno fa solo per la Virtual Console giapponese. Il vero cuore pulsante è costituito da Seisen no Keifu, siccome lo spietato Thracia 776 è una side story che va a collocarsi fra i capitoli quinto e sesto del predecessore. Seisen no Keifu è anche uno dei migliori Fire Emblem mai sviluppati, nonché uno dei più particolari e complessi. L'intreccio si divide in due parti, separate fra loro da ben diciassette anni. Cosa succede in questo arco temporale? Succede che crescono i figli dei primi protagonisti! Per la prima volta nella serie viene introdotta la possibilità di sposare fra di loro i combattenti, ripresa (ma implementata diversamente) da Awakening. Le battaglie, poi, sono immense, come se Intelligent Systems avesse voluto sperimentare qualche elemento grand strategy. Seisen no Keifu costituisce, a ben vedere, una mosca bianca, tanto che anche il succitato Thracia 776 si rivela ben più classico, pur con alcuni elementi di rottura, come il sistema di turn over basato sull'affaticamento delle unità.

Saga di Elibe

  • Fire Emblem: Fūin no Tsurugi (GBA, 2002 JAP)
  • Fire Emblem (GBA, 2004 PAL)

Fire Emblem giunge per la prima volta su handheld, dopo aver saltato a piè pari (o quasi, come abbiamo visto nella scorsa puntata di questo Speciale) il Nintendone. La saga di Elibe viene ricordata anche per un altro storico debutto, che è quello in Occidente, avvenuto nel 2003 (2004 in Europa) con Rekka no Ken, chiamato semplicemente Fire Emblem al di fuori del Giappone per maggior semplicità. Questo capitolo è un prequel di Fūin no Tsurugi, che racconta la storia di Roy, apparso precedentemente in Super Smash Bros. Melee: uno dei tre protagonisti, infatti, è proprio il padre di Roy, Eliwood. Gli altri due sono Lyndis (spesso abbreviato in Lyn), a cui è affidata la parte iniziale, che funge anche da tutorial, e Hector, amico di Eliwood. La Hector's Mode, in buona sostanza, fornisce un diverso punto di vista sulle vicende già conosciute, aggiungendo missioni e personaggi, a coronamento di un gioco particolarmente longevo. Purtroppo Rekka no Ken non è disponibile su Virtual Console, e la versione PAL è divenuta piuttosto rara con il passare degli anni.

Saga di Magvel

  • Fire Emblem: The Sacred Stones (GBA, 2005 PAL)

Con un solo gioco all'attivo, la saga di Magvel è ad oggi la più povera all'interno della serie. The Sacred Stones – che trovate anche su Virtual Console – è stato il terzo e ultimo episodio uscito su GameBoy Advance, dopo i due della saga di Elibe, da cui si discosta profondamente anche su un piano ludico. A onor del vero, questo capitolo risulta eccentrico anche se allarghiamo il confronto agli altri Fire Emblem: ciò è positivo in relazione ad alcune scelte (come quella dell'intreccio “ramificato” in virtù della presenza di due protagonisti, i principi Ephraim ed Erika), ma comporta più di qualche delusione per altri aspetti, come la sua facilità, aggravata dalla possibilità di grindare, come mai era successo prima. The Sacred Stones è anche fra i pochissimi Fire Emblem a presentare una World Map e un sistema matrimoniale (appena abbozzato, invero); interessante notare, a questo punto, come questi elementi ludici siano stati ripresi e rielaborati da Awakening.

Saga di Tellius

  • Fire Emblem: Path of Radiance (NGC, 2005 PAL)
  • Fire Emblem: Radiant Dawn (Wii, 2008 PAL)

La saga di Tellius ha rappresentato il tentativo di riportare la serie su home console dopo la diaspora verso il GameBoy Advance. Purtroppo il risultato commerciale è stato tra i peggiori nella ultraventennale storia del brand, quindi è difficile pensare che Nintendo ci riprovi in tempi brevi. I due giochi sono strettamente collegati, e la loro unione è così armoniosa da indurre a concepirli come un unicum, che ci regala una delle migliori trame mai concepite in ambito JRPGistico. Fra gli elementi di novità in questo versante annoveriamo la centralità del tema del razzismo, grazie all'introduzione del dualismo fra beorc e laguz, cioè fra umani e uomini-bestia (di varia natura; ci sono anche i draghi, che appaiono pure in altri capitoli col nome di Manakete), e un protagonista finalmente non nobile, cioè il mercenario Ike, che ben presto si trova alla guida della compagnia di suo padre, con la missione di aiutare la principessa Elincia a restaurare il Regno di Crimea. Altre novità sono la grafica poligonale (non eccezionale, peraltro) e la possibilità di salvare fra un turno e l'altro, introdotta da Radiant Dawn; i veri duri possono farne a meno, ma tutti gli altri no, vista l'elevata difficoltà e l'ampiezza notevole di alcune mappe.


TearRing Saga: Fire Emblem su PlayStation?

Vi ricordate di quel Shouzo Kaga citato nella Prima Puntata? No? Rinfreschiamoci la memoria: si trattava di uno dei membri chiave nello sviluppo di Fire Emblem fino a Thracia 776, il quale, assieme ad altri membri chiave, abbandonò Intelligent Systems nel 2000 per fondare un proprio team, chiamato Tirnanog. Qual era l'obiettivo? Ma sviluppare altri JRPG tattici, ovviamente! Il primo fu TearRing Saga, uscito su PlayStation nel 2001. Il nome originale scelto da Kaga era Emblem Saga, ma fu cambiato (assieme ad altre caratteristiche più significative) in seguito alle minacce di Nintendo, che fece effettivamente causa a Tirnarog nel 2001 per violazione di copyright. Poco ci interessa in questa sede dei risvolti legali della vicenda; molto più intrigante notare che TearRing Saga possa essere considerato una sorta di Fire Emblem 6 alternativo. Il suo seguito, invece, chiamato Berwick Saga e uscito su PlayStation 2 nel 2005, prese una direzione diversa, piazzandosi comunque fra i migliori JRPG tattici della generazione 128 bit.

Ecco un paio di screens della patch di TearRing Saga.

Sia TearRing Saga sia Berwick Saga non sono mai stati localizzati per i mercati occidentali, come del resto i Fire Emblem più antichi, ma il primo è giocabile in Inglese grazie ad una patch amatoriale uscita recentemente, seppur in versione non ancora definitiva. Ultima curiosità: TearRing Saga vendette bene, quasi 400000 copie, vale a dire più di alcuni capitoli di Fire Emblem!


E il futuro?

Awakening è uscito da poche ore, è vero, ma noi di VGN lo abbiamo già divorato avidamente, quindi guardiamo al futuro di una serie che può dirsi in tutti i sensi risvegliata. La prossima uscita sarà con tutta probabilità il bizzarro crossover annunciato per Wii U, Shin Megami Tensei X Fire Emblem. Annunciato ufficialmente al Nintendo Direct del 23 Gennaio scorso, il gioco è ancora avvolto nel mistero, siccome si è visto solo un teaser trailer della durata di una manciata di secondi; quel che si sa è che si tratterà di un RPG (ma va!) sviluppato in collaborazione da Atlus e Intelligent Systems, diversamente rispetto ad altri crossover, che coinvolgono un solo developer, come Kingdom Hearts, Cross Edge e così via. Sarà interessante vedere come verranno conciliati due multiversi così complessi ed eterogenei. La data di uscita non è ancora stata rivelata, così come non esiste alcuna certezza intorno alla localizzazione; ciononostante, è lecito supporre che tra il 2013 e il 2014 il gioco raggiunga tutti i mercati, incluso quello europeo; d'altro canto, sarebbe bizzarro se Nintendo si privasse di un'esclusiva pur avendo una line-up per Wii U piuttosto debole...

Per quanto attiene, invece, ad un eventuale nuovo episodio regolare, non ci sono grossi dubbi sulla sua uscita, prima o poi, visto il rilancio operato da Awakening. Proprio questa considerazione, invece, potrebbe darci alcuni pilastri su cui fondare le nostre speculazioni: innanzitutto, siamo pronti a scommettere (le ultime parole famose, NdR) che uscirà su Nintendo 3DS e non su Wii U, considerato anche lo scarso seguito della saga di Tellius; secondariamente, è molto probabile che si ambienterà ancora una volta ad Akaneia/Ylisse, configurandosi variamente come un seguito di Awakening oppure – e si tratterebbe forse dell'ipotesi più intrigante – come un capitolo di raccordo fra l'epoca di Marth e quella di Chrom. Ripetiamo, queste sono solamente nostre speculazioni. Potrebbero trascorrere molti mesi prima di qualche rumor o annuncio ufficiale, tenendo conto non solo dello sviluppo di Shin Megami Tensei X Fire Emblem, ma anche dell'altra serie di Intelligent Systems, quella che noi Occidentali chiamiamo Advance Wars: non è da escludere che possa uscirne un nuovo capitolo su 3DS, stando alle dichiarazioni di Intelligent Systems, che ha manifestato il suo interesse a proseguire la serie, prima o poi. E, tutto sommato, sarebbe bello che andasse proprio così, onde evitare operazioni di milking che affliggono o hanno afflitto altri brand della casa di Kyoto.

Anche questa volta abbiamo concluso. Speriamo che la lettura sia stata piacevole, e che magari abbia incuriosito qualche neofita, che potrebbe trovare in Awakening un ottimo modo per impiegare il suo Nintendo 3DS.

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