Speciale Hearthstone: l'intervista a Hamilton Chu e Mike Donais

Team 5 ci svela alcuni retroscena sul gioco di carte del momento: HearthstoneScritto da Giacomo Quadrioil 17 agosto 2015
Speciale Hearthstone: l'intervista a Hamilton Chu e Mike Donais Speciale

Quando si parla di fenomeni di massa non si può non pensare a Blizzard. Con il suo World of Warcraft ha infatti portato a livelli prima inimmaginabili il genere dei giochi di ruolo online, causando un vero e proprio boom di prodotti simili che, tuttavia, non sono mai riusciti ad intaccarne lo strapotere. Con l’arrivo di StarCraft II e Diablo III l’azienda ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di leader in alcuni generi chiave come gli strategici e gli hack & slash, ma è con le nuove IP che, soprattutto ultimamente, sta riuscendo a stravolgere ancora una volta il mercato videoludico dimostrando tutto il talento dei suoi numerosi team di sviluppo. Hearthstone è senza ombra di dubbio uno dei suoi più recenti successi: un gioco di carte online, basato rigorosamente sul mondo di Warcraft, che sta letteralmente facendo impazzire milioni e milioni di videogiocatori. In occasione dell’appena trascorsa Gamescom 2015 abbiamo avuto modo di fare un’approfondita chiacchierata con alcuni dei membri di Team 5, il team di sviluppo che si occupa di Hearthstone, i quali ci hanno svelato alcune interessanti informazioni e retroscena sul progetto.


L'intervista

Una delle prime curiosità che abbiamo chiesto ad Hamilton Chu e Mike Donais riguarda la possibilità di acquistare, in futuro, tutti quei dorsi per i mazzi disponibili solo per un periodo di tempo limitato o attraverso particolari promozioni ed eventi. Nonostante non sia tra le priorità principali del team, i due si sono detti propensi a discuterne internamente: quando questa feature è stata concepita il team non aveva idea che gli utenti sarebbero stati colti dalla cosiddetta foga collezionistica, ecco spiegato quindi il perché dei dorsi a “tiratura limitata”.

Rotto il ghiaccio abbiamo continuato l’intervista ponendo ai nostri interlocutori una domanda un po’ impegnativa ovvero come vedevano l’ingresso nel settore dei digital card game di Magic Duels: Origins. Ci è stato spiegato che attualmente il settore non è fortunatamente inflazionato ed avere nuovi competitor diretti non può che essere un bene: ciò spinge infatti i team di sviluppo a migliorare ed innovare costantemente i propri prodotti, in modo tale da garantire un’offerta sempre accattivante per gli utenti.

Blizzard, si sa, è un’azienda dalle molteplici sfaccettature, tanto che questa caratteristica può essere facilmente colta osservando le numerose proprietà intellettuali che attualmente detiene. Interrogati sull’eventualità di espandere Hearthstone anche agli altri molteplici universi della software house, Chu e Donais hanno affermato che al momento non rientra nei piani di Team 5 fare ciò poiché, come ben sapranno i fan, il mondo di Warcraft è talmente vasto e variegato che non si è ancora avvertita la necessità di realizzare mazzi tematici con personaggi provenienti da StarCraft piuttosto che Diablo.

L’origine di Hearthstone è però singolare: è forse uno dei primi giochi di carte collezionabili che ha le sue radici nel mondo digitale anziché in quello cartaceo. Il team di sviluppo va particolarmente fiero di questa caratteristica poiché gli ha permesso di dar vita ad un prodotto pensato appositamente per essere fruito come un videogioco, senza quindi doversi attenere, per forza di cose, alle rigide regole di un card game già preesistente. Ciò ha consentito inoltre di inserire elementi altrimenti impossibili da replicare nel mondo reale quali effetti speciali per le magie, animazioni per gli attacchi o, più banalmente, il doppiaggio.

Di un eventuale approdo sulle console casalinghe, il team ne sta ancora discutendo. Il gioco è nato inizialmente su PC e con l’interfaccia PC bene in mente, il passaggio su tablet e smartphone è però stato quasi fisiologico in quanto, grazie al touch screen, è possibile replicare praticamente tutti i movimenti eseguibili con un mouse. Sviluppare Hearthstone su console significherebbe riprogettare l’intera interfaccia utente fin dalle basi, non un compito semplice ed immediato quindi, ciò significa che il porting, almeno per il momento, è ancora lontano visti gli alti standard che Blizzard esige dai suoi prodotti.

Per concludere l’intervista abbiamo voluto chiedere a Chu e Donais cosa abbia spinto Team 5 a realizzare proprio un gioco di carte digitali basato sul mondo di Warcraft. Sembra che l’idea di fondo, fin dal principio, fosse quella di offrire al maggior numero di giocatori possibile un titolo immediato, facile da giocare e gratuito ambientato nel più famoso franchise di Blizzard. Un obiettivo centrato in pieno a nostro avviso, lo dimostrano infatti le centinaia di migliaia di giocatori che ogni giorno si sfidano ad Hearthstone dai loro dispositivi mobile o PC.

SCHEDAGIOCO
Cover Hearthstone: Heroes of Warcraft

Hearthstone: Heroes of Warcraft

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