Speciale Vigamus - Il Museo del Videogioco

I nostri inviati raccontano il loro viaggio nella storia videoludica.Scritto da Marco "EvilMarkus" InchingoliMailil 23 ottobre 2012
Speciale Vigamus - Il Museo del Videogioco Speciale
Già da diversi anni l’Istituto Culturale AIOMI organizza diversi eventi per promuovere e preservare il Videogioco, visto ormai come una vera e propria opera d’arte e non solo come un semplice passatempo. Tra questi eventi vi è ad esempio l’IVDC: Italian Videogame Developer Conference, congresso annuale a cui hanno partecipato anche personaggi di spicco come i game designer Peter Molyneux (Populous, Black & White, Fable, etc.) o David Cage dei Quantic Dream. Finalmente dopo diversi anni, AIOMI ha concretizzato la sua visione del Videogioco, realizzando il VIGAMUS, il primo museo di Roma dedicato interamente al mondo videoludico. Dopo tanta attesa, il museo ha finalmente aperto i battenti e per celebrare l’evento ha organizzato una presentazione del locale dedicato alla stampa specializzata. Ovviamente anche i nostri inviati si sono recati sul posto per partecipare all’evento, quindi se volete sapere com’è andata la manifestazione e scoprire di più sul nuovo museo, non vi resta che continuare a leggere il nostro speciale.
Prima Tappa - Conferenza di presentazione del museo
L’evento ha dato il via alle danze con una conferenza stampa dedita alla presentazione del Vigamus, la quale si è tenuta in una grande sala posta all’interno dell’Associazione Civita di Roma. Alla conferenza erano presenti in primis Raoul Carbone e Marco Accordi Rickards, rispettivamente Presidente e Direttore Esecutivo del Vigamus, seguiti dall’Onorevole Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, più alcuni ospiti del settore, come Martin Hollis, creatore di GoldenEye 007, Dino Dini, autore di Kick Off, (il PES dei tempi che furono) e Luisa Bixio, Sales & Marketing Director dell’italianissima Milestone, conosciuta (tra le altre cose) per aver dato vita alla serie di WRC, e più avanti comprenderete il perché della nostra specifica.
La conferenza si è aperta con un breve trailer in stile retrò con lo scopo di presentare il museo, successivamente i rappresentanti della struttura sono intervenuti per illustrare brevemente il Vigamus, svelandone alcuni dettagli e contenuti, citando anche alcuni partner e sponsor come Play Media Company, Radio Rock, MEGA, Zètema, Gamescollection.it, Nvidia, TDK, Taito e tanti altri. Inoltre un'importante menzione va fatta anche all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che collaborerà con il museo, il quale permetterà ai giovani di studiare la cultura del videogioco in una apposita sala, dando modo ai ragazzi di approfondire tale argomento.
Successivamente i vari rappresentanti, dandosi il cambio uno ad uno, hanno esposto svariate opinioni sui videogiochi, accomunate tutte dallo stesso principio: oramai i videogiochi sono diventati una cosa seria, non sono solo dei semplici passatempi, ma delle vere e proprie opere d’arte, degli strumenti in grado di narrare storie e trasmettere emozioni. Gasperini ha voluto dire la sua in proposito, affermando che l’industria videoludica potrebbe essere un passo importante per l’economia italiana, soprattutto in questi tempi di crisi, in grado di garantire anche posti di lavoro ai giovani, sempre più esperti in tale settore. Successivamente è intervenuto Albino Ruberti, Amministratore Delegato di Zètema Progetto Cultura, con un discorso particolarmente interessante, affermando che il Vigamus potrebbe essere un piccolo passo per l’ingresso nell’industria videoludica in Italia, purtroppo ancora indietro in tal settore rispetto agli altri paesi, infatti la presentazione in anteprima di un gioco come WRC ne è un piccolo esempio; si spera che in futuro tale struttura venga utilizzata anche per altri titoli. Ha concluso poi la conferenza Moacyr A. Alves Junior, presidente di Acigames, presente all’evento come rappresentate del Brasile, Country Partner 2012 del Vigamus.Il brasiliano ha esordito confermando la situazione dell’Italia in fatto di videogiochi, infatti il Brasile ha speso milioni di euro nell’industria videoludica, reputando i videogiochi più importanti di quello che si possa pensare, essendo un fenomeno in continuo sviluppo ed espansione e forse anche l’Italia dovrebbe provvedere a supportarli, speriamo come già detto da Ruberti che il museo sia un piccolo passo per l‘Italia verso tale industria.
Seconda Tappa – Evento di lancio di World Rally Championship 3          
Conclusa la prima conferenza stampa, a bordo di un pulmino ci siamo finalmente recati al Vigamus. Una volta arrivati ci siamo rifocillati grazie al rinfresco allestito per l’inaugurazione, ma giusto il tempo di mangiare qualcosa e dare un veloce sguardo al museo, che ha avuto subito inizio la seconda conferenza stampa, stavolta dedicata alla presentazione di WRC 3.Una volta preso posto all’interno di una sala conferenza posta nel museo, le luci si sono spente ed è partito subito uno spettacolare trailer del gioco, successivamente ha fatto il suo ingresso Luisa Bixio di Milestone che ha incominciato ad illustrare il titolo. Innanzitutto un po’ di storia generale sulla società, elencando i vari titoli che l’hanno resa famosa, dal 1994 ad oggi, come Screamer 2, i vari SBK e la serie di World Rally Championship. La Bixio ha continuato svelando che la società sta tentando di muoversi anche verso il mondo mobile, sviluppando quindi anche su Android e piattaforme iOS, a tal proposito hanno da poco proposto una versione di WRC per iOSfreeware.Dopo un po’ di storia e una presentazione generale del gioco, si è parlato più in dettaglio di WRC 3, iniziando dai vari contenuti del titolo. World Rally Championship 3 vanterà di tutte le macchine del campionato ufficiale, suddivise nelle categorie WRC, Class 2 e Class 3, includendo anche varie vetture d’epoca dagli anni 60 ad oggi, raggiungendo un totale di 37 modelli di auto e più di 50 piloti e relativi team. Per quanto riguarda i tracciati invece saranno presenti tutti i rally previsti nel calendario WRC 2012 oltre al Rally Monte-Carlo del 1964, disponibile tramite DLC per chi acquista il gioco. Poi sono state illustrate le tre principali modalità di gioco, Road to Glory, la classica modalità carriera, WRC Experience, che ci metterà nei panni di un vero e proprio pilota professionista di rally e WRC Online, la modalità multigiocatore del titolo che permetterà gare fino a 16 giocatori, mentre offline sarà possibile giocare fino a 4.
La conferenza ha poi proseguito svelando alcuni dettagli sulla grafica, infatti grazie allo Spike Engine, un motore completamente nuovo, il titolo avrà un realismo mai visto prima, il tutto condito dall’esperienza dei piloti professionisti che hanno aiutato durante lo sviluppo, per rendere il gioco più realistico possibile. In chiusura della conferenza, sono stati svelati ulteriori dettagli sotto le pressanti domande della stampa, come ad esempio alcune opzioni che semplificheranno la guida, adatte soprattutto ai neofiti del genere.
Tappa 3 – Esplorazione del Vigamus
Una volta conclusa l’ultima conferenza, finalmente abbiamo potuto scandagliare ogni centimetro del museo, ma andiamo con ordine. Il Vigamus ospita più di 200 pezzi hardware e quasi il doppio di pezzi software, affrontando tutto il percorso del mondo videoludico dal 1958 fino ad oggi.
Il museo conteneva dei veri e propri pezzi di storia, come ad esempio il primo prototipo di videogioco risalente al 1958, conosciuto come Tennis for Two, in mostra in versione completamente giocabile, anche in versione moderna con il Kinect. Il gioco era piuttosto semplice, si trattava di colpire una pallina e fare punto, ovvero le regole basilari del Tennis, la particolarità di T42 era la sua struttura, infatti era composto da un agglomerato di circuiti che trasmettevano il gioco su uno schermetto di un oscilloscopio, il tutto controllato da una sorta di pad composto da una manopola e un pulsante, la prima per influenzare l’asse della pallina e la seconda per colpirla. In pratica stavamo giocando alla prima versione di Pong, lo storico videogame. 
Noi abbiamo avuto l’onore di provare tale cimelio, vi assicuriamo che non era affatto facile, ma è stato comunque molto divertente; meno complessa era invece la versione moderna basata sul Kinect, il quale prevedeva di colpire semplicemente la pallina con la mano e passarla al secondo giocatore, e dobbiamo dire che i comandi rispondevano piuttosto bene. Proseguendo con la nostra visita abbiamo visto di tutto, dalla prima console commercializzata, il Magnavox Odyssey, ad una serie infinità di apparecchi elettronici: Atari di vario tipo, Commodore 64, Vic 20, Amiga 500, NES e relativa laser gun, il Super Nintendo, il Nintendo 64, il Game Cube, varie tipologie di Game Boy, i Game & Watch, SEGA Megadrive, PS2, PSP e tantissime altre che non stiamo a menzionare, altrimenti continuiamo per ore.
Insomma come potrete aver capito c’è davvero di tutto. Qualcuno verserà una lacrimuccia vedendo le console che hanno fatto parte della loro infanzia. Anche per quanto riguarda il software in esposizione c’era l’imbarazzo della scelta, dai Master Disk di Doom, ai vari giochi di Mario e altre chicche come i vari Resident Evil, la serie di Metal Gear al completo, i due Zone of the Enders, la Special Edition di Heavy Rain e una tonnellata di giochi d’epoca come Centipede, Double Dragon, Street Fighter 2 e tanti altri. La nostra passeggiata al museo è stata resa ancor più piacevole dai pannelli sulle pareti che illustravano immagini e storie su giochi, sviluppatori e console del passato, alternati da alcune TV che trasmettevano in loop titoli di ogni sorta.
Nella sala conferenze invece, la stessa dove si è tenuta la presentazione di WRC 3, erano presenti anche dei ritratti dei più grandi sviluppatori del mondo videoludico, come Hideo Kojima, David Crane, Peter Molyneux, Gabe Newell e tanti altri. Segnaliamo anche diverse postazioni di gioco dedicate a WRC 3 che abbiamo avuto modo di testare, giocabile sia con il pad, sia con volante, cambio e pedaliera, per i veri piloti di rally (o convinti tali). I nostri giri di prova però non sono terminati qui, infatti era possibile testare anche l’Nvidia 3D Vision, ovvero la possibilità di visualizzare i giochi PC in 3D tramite appositi occhialetti. Noi l’abbiamo provata cimentandoci in una sessione di corsa con Burnout Paradise City, visualizzato su tre monitor affiancati in modo da aumentare la profondità del 3D, il tutto muniti di occhialetti, cuffie, volante e pedali. Ammettiamo di esserci divertiti, il 3D era realizzato bene e i monitor laterali aumentavano ancor di più la sensazione di coinvolgimento all’interno del gioco.
Chiudiamo con una vera chicca, soprattutto per i più nostalgici: al Vigamus è presente una vera e propria sala giochi in stile anni '80, con tanto di Jukebox con le canzoni dell’epoca. Tra i cabinati disponibili c’erano delle vere perle, come Spelunker, Liquid Kids e Great 1000 Miles Rally, affiancati anche dal flipper della Famiglia Addams, il tutto completamente gratuito. Era anche possibile provare Rocksmith su un comodissimo divanetto e il gioco proiettato direttamente sul muro. Vi annunciamo anche una piccola novità svelata durante la conferenza, tale sala giochi sarà presto aggiornata con un nuovo cabinato storico, si tratta dell’originalissimo cabinato di Space Invaders, direttamente dalla Taito, quindi i più nostalgici o anche i curiosi potranno a giorni giocare con il mitico shooter storico targato Taito. Termina quindi qui la nostra visita al Vigamus e con esso il nostro viaggio nella storia dei videogiochi, noi consigliamo vivamente per chi abitasse a Roma o nei paraggi di andarlo a visitare, perché ne vale davvero la pena.
A presto e... continuate a seguirci su VGNetwork.it!    

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